Non esiste il destino

Non esiste il destino

 

Non possiamo nulla o quasi sull’accader degli eventi
e una volta accaduti nessuno li può cancellare o mutare.
Quel che posso fare con le mie mani può rivoltarsi contro di me.
La costanza non è sempre premiata, non segue l’arco logico nostro.
Sperare significa prepararci delusioni con le nostre mani.
Affidarci agli dèi pompa il nostro ego come un pallone.
Pensare che le cose maturin col tempo è solo una nostra metafora.
Rimaniamo col dubbio che quel che sentiamo arrivi a destino,
perché sempre, mentre sentiamo, la mente ha certezza del sì.

Siam fragile zattera sul mar delle nostre emozioni.
Nelle burrasche non ci son santi che tu possa invocare.
T’investono ondate che sembran cattive, che ce l’abbian con te.
Mi dice Lapalisse che finché non son morto, ancora son vivo,
che una tempesta non dura per sempre, che la Terra non è solo mare.
Non sono speranze: il destino è destinato a cambiare.
Resistendo, pazientando le onde ci spingono a terra.

Se non anneghiamo, se non ammattiamo, se non moriamo di fame o di sete
giungeremo alla spiaggia: che cosa ha dunque deciso il destino?
Tutto è amorfo nel mondo, non trovi due foglie compagne
ed è anche tutto discreto: foglie d’acero non sono aghi di pino.
Fra questi due poli avvolgiamo o svolgiamo la spola dei giorni.
Non capisce la mente il variare del tempo, le nuvole che mai sono uguali.

Di pioggia, di sole e di vento vive nel mondo la vita.
Ci è sol destinato di vivere, variando ogni giorno la forma che assume,
mutando noi stessi secondo che occorre: il mondo è bello così!

 

Cremignane, 5 febbraio 2013.

 

 

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Non esiste il destino by Vittorio Volpi
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