Arrivano i sogni

Arrivano i sogni

 

Fluiscono i sogni a provarmi la vita al sicuro dai fatti.
Sono romanzi, racconti, intrattengono con storie simili al vero.
Sono letteratura, piani mobili fra concretezza e invenzione.
Una fantasia progettuale mi fa giocare con le stesse mie storie.
Sono un divano in veranda una sera d’estate a godermi il riposo.

Uno spittinio di ciarle leggere, di continuo mi parlan di tutto e di niente.
Mi sbaldiscon l’umore, sento mi ritorna la forza consumata nel dì.
Rilassato mi bevo una birra per rigustar al palato il sapido sapore del malto.
La riga che ho appena scritto è un mezzo sogno, un’immagine sorta da sola,
richiamata dal medesimo umore, per somiglianza, ipotesi, collegamento.
È così che mi nascono i sogni che pur sembrano storie da raccontare la sera.

Passo attraverso lame e mazze oscillanti, trabocchetti, tronchi che giran su un perno,
mi alleno a diventar gladiatore, per mostrare i miei numeri su un palco di fiera.
È più che vedere in una sfera di vetro, sei proprio lì dentro, in scala reale:
quel che vedi ti travolge, come dovessi capire qualcosa, presente a quei fatti.

Assurdo! Mio fratello stonato è musicista in segreto, scrive pièces di teatro.
E se fosse così? Che cosa mi cambia? Mia madre lo guarda compiaciuta ed incredula.
I personaggi del sogno son delle maschere, referenze che rimandano a un senso.
Ma basta alla storia l’umor che ti lascia e forse solo anche uno slogan.
E il dirti di provare a pensare diverso, e cambiar relazioni stantie,
cambiarti dall’interno la vita, per un moto tuo proprio,
perché un sogno saggio te l’ha suggerito e la mente sta ancora verificando i passaggi.

Son ricco di sogni, una moneta che poi spendo di giorno nel vero,
per prova ed azzardo, non avendo altri modelli: per la fiducia che ho in me.
E i fatti accaduti mi ritornan poi dentro a riformarmi altri sogni per il giorno che viene.

 

Cremignane, 30 maggio 2015 (9:00)

 

Una caletta nelle Calanques Corpo ancestrale


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Arrivano i sogni by Vittorio Volpi
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