Ci siamo ancora

Ci siamo ancora

 

Il mio cane è un eroe. Di quelli antichi di Sparta.
Gli ho visto al mattino la lingua crepata: la sete.
Mosche schifose gli ronzavano intorno da giorni,
lo riempivano di uova, vermi che l’avrebber scavato.

Volle andare a dormire in un angolo, sotto l’alloro.
Neanche un rantolo, solo un debole respiro
di chi non ha più forza per nulla, e tutto sopporta.

Vorrei essere un cane: Drago m’insegna come si muore.
Non son valse carezze, già guardava assente nel vuoto.
Il voler bene non basta, nemmeno reciproco. Si muore.
Aveva i respiri contati: l’ultimo quando non c’ero.

Respiro strano, mi si serra la bocca, mi si spremono gli occhi,
mi tende nel petto un’apnea che vorrebbe scoppiare,
mi dà solo lacrime, m’incurva le labbra, mi fisso quell’attimo.

Il dolore che aveva, povero cane, e non un guaito.
Ho visto il rosso fra le ciocche di pelo, il gomito rosso di lunghi decubiti.
Non mi voleva nulla insegnare: è così che lui si viveva la vita:
fino all’ultimo sorso di fiato, che forse nemmen più mi vedeva.
Sentiva certo la mano, le cure, ma più non aveva le forze.

Ed ora la vita mi cambia e divento più cane.
E mi dico contento: «di vivere e di avere in casa un amico.
Ho un giardino che è tutto mio, e passeggiate al guinzaglio.
Rimango, per quello che sono, in quello stesso giardino.
Gli sono vicino, mi guarderà ogni volta che esce.
Sono stato il suo cane. Non mi lamento. Ci siamo ancora».

 

Cremignane, 21 luglio 2016, 8:40

 

Nudo e prosperoso In simbiosi


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Ci siamo ancora by Vittorio Volpi
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