È morta una stella

È morta una stella

 

È morta una stella nel profondo del cielo.
Lo sapremo fra miliardi di anni, tant'è lontana.
Ma la luce viaggerà ancora, anche oltre, all'infinito.
La stella è materia, è mortale, ma la luce è immortale.

Così forse anche noi quando più non bruceremo l'ossigeno.
La vita ci fa splendidi e vivi: di noi rimarranno eterni fotoni,
un nome dell'anima che ci ha percorso febbrile le cellule;
non solo onde o corpuscoli, ma anche scintilla che arriva alla mente.
Che siam fatti di luce non lo vediamo, tanto ne siamo abbagliati,
tanto è lucerna nascosta dal moggio del corpo.

Udiamo il tinnir delle incudini, vediamo scintille schizzare.
Bruciam come stelle, come eterei gas, come candele nel buio.
Ma anche da spenti perdura la luce, all'infinito lontana.
E sembra nemmeno che esista, senza occhi a vederla.
Siam dunque gomitolo di orbite che una massa pesante trattiene?
Tutti atomi che ci conforman nella carne concreti,
una fucina di Efesto dove ci forgiamo armi di Achille?

Nei polmoni abbiam questo fuoco, accende il sangue di rosso.
E tutto, passando da un organo all'altro, mi dice che vivo,
che mi brucio e consumo, che ho bisogno di cera per ardere,
di un corpo per amare, di ridurmi in granello di senape,
che poi la mia terra la trovo: ha occhi quel seme e sa dove andare.
Il corpo è un sovescio, un contadino che suda e lavora, incessante.
Produce la luce di cui siamo fatti, ci dà alla luce.
Che cosa capiamo? Ma basta talvolta un fotone, se vogliamo vederlo.

 

Cremignane, 20 gennaio 2017, ore 5:00

 

 

Mi dice chi sono Chi veramente noi siamo


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È morta una stella by Vittorio Volpi
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On line dal 17 agosto 2018

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