Gabbiani

Gabbiani

 

Ho guardato per ore i gabbiani, fino ad averne le ali
ed ora volo sul lago e mi rincorro i richiami;
so stare sospeso a mezz’aria, prendo al volo bocconcini di pane.
Il domani è lontano, ieri è già stato, anche oggi ho mangiato.
Ogni tanto vado a pescare, catturo col becco alborelle affioranti.

Non so chi m’ha dato il bianco dell’ali che tanto spicca nel sole
di contro le creste dell’onde, le nevi sul Gölem, le nubi nel cielo.
Plano leggero sull’aria, mi reggono i pensieri che penso,
o forse solo la bava di vento che m’arriva d’altr’onde...

 

Mi sento libero e fresco, faccio grandi schiamazzi.
Mi poso su un palo del porto e mi guardo dintorno.
Passanti mi guardan distratti, bambini m’additano attenti.
Col pensiero non arrivo sin là: a chiedermi chi sono gli umani.
Alcuni mi gettano pane, ragazzacci mi tirano sassi.
Non son tutti uguali, rimango in sospetto volta per volta.

Fra un po’ farò un giro, m’unirò a compagni di volo.
M’abbaglia il bianco che siamo, siam tanti a fare gazzarra.
Facciam mille giri, mai stanchi degli attimi, sulla riva del lago.
Siamo ognora contenti, benché non abbiamo un sorriso.

Contemplo il vostro vago bel vivere, vi rincorro nei voli, vi perdo...
Mi siete venuti a volare dentro la mente, scacciando altri pensieri,
c’è tutto un cielo nelle volta del cranio, luminoso del giorno.
Un giorno senza calendario, un posto senza coordinate.

Mi sento nel petto il cuore pulsare, bussare che vorrebbe uscir dalla gabbia,
un cuor vivo, gocciolante di sangue, con un par d’ali bianche, che libero vola.

 

Cremignane, 6 marzo 2013 (4:20, 6:10).

 

Nikolajewka 2013 Principe di bontà


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Gabbiani by Vittorio Volpi
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