L’esame

 

A Hodites, nel solstizio d’estate

«Avverto un tremore nel cuore,
uno strano scomposto stonato vibrar delle corde...»

«Ti sento in pericolo non posso aiutarti.
... Non vuoi che t’aiuti, te la sfanghi da te.
Ah! Ora vedo: hai tirato fuori l’orgoglio!
Vuoi fare da te, non vuoi dovere dir grazie!
E bravo! Hai passato l’esame: era questo il pericolo.
Era questa la materia nascosta su cui interrogarti.
Il resto è meno importante, è solo vernice, cosmesi.

Maneggi la tua spada a due mani, con colpi decisi.
Tracci nell’aria il tuo segno, il tuo nome.
In quei tratti e per come li tracci, vuoi dire di te.
C’è il tuo voglio, la presa sull’elsa, il morso alla vita.»

«Ho passato l’esame che mi teneva il capo chinato.
Mi han scritto in diploma che so fare da me.
Ma già lo sapevo; mandavo giù... persino il mio nome.
Ora vado sulla torre in vedetta, lo sguardo all’orizzonte.
Questo è il mio avamposto, non mi guardo le spalle.
Ho piantato la spada il mio segno di marca ai confini;
da qui non arretro, è ben sveglia la guardia.
Se qualcuno di lontano si mostra: è un nemico.

Non ho più bisogno di nemici, né di onori e straglorie!
Ora vado in cerca di me: ho udito il richiamo del lupo stanotte.
Mi voglio di nuovo razzare: nella carne i suoi morsi.
Voglio rinascere cucciolo suo: voglio/devo abbandonare la torre,
varcare il confine, cercare la mia stirpe selvaggia.»

 

Cremignane, 22 giugno 2011 (ore 9 - 9:30)

 

Ai confini Lagobolon


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L’esame by Vittorio Volpi
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