La voce

La voce

 

La voce ci parla. Ci parla senza parole. Ci parla passando.
Un vento interiore che riempie le cavità, che rimbomba nel corpo,
in antri segreti che non sapevamo d’avere.
Pareti, come veli, fan spazio al suono che arriva, e qui sosta,
trova il suo timbro, il colore di una percezione,
la meraviglia di una sensazione,
la commozione compatta di una nuova emozione.

Tutto questo mi accade quando passa la voce,
quando il respiro da fruscio diventa volume vibrante,
da stormire di foglie continuo si fa eco diffusa,
diventa sillaba piena, sonora,
grande e rotonda degli spazi che ha attraversato,
che noi gli abbiam dato, che in noi si sono aperti, senza comando.

La voce ci plasma, ci modella un volto sorridente e disteso,
ci appunta lo sguardo attento a vedere quel suono che esce;
l’orecchio ci ascolta di dentro, “vede” le volute del suono,
gli sbuffi di colore che si avvolgono in piccoli vortici.

La voce riempie la volta del cranio, scova spazi, si apre,
li occupa, s’accresce di forza, di tensione, di intenzione, di mira
e poi scocca come palla di fuoco
che scoppia leggera e incruenta nell’aria come un soffione d’aprile.

La voce rimodella in chi ascolta gli spazi percorsi,
gli spazi che il cantore ha aperto, trovandoli quasi per caso dentro di sé,
praterie in cui galoppare, rumore ritmato di zoccoli che sono una corsa –
per il gusto di correre liberi e vivi, guardare, ammirare nel mentre si corre, –
scia dell’attim d’adesso,
spazio e tempo insiem collimanti nella percezione totale di sé nel presente.

 

Cremignane, 2 febbraio 2016 (6:20)

 

 

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La voce by Vittorio Volpi
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