Triunito

Triunito

 

Un denso magma nel buio disordinato ribolle, scoppiano bolle fangose.
Nulla di chiaro che rimanga nella memoria, nelle emozioni.
Il mondo dei sogni non è sempre chiaro che la ragione possa capire.
Tormenta le viscere illudendo gli affetti, caricando di colore gli umori.
O viceversa, viscere tormentate da una cena indigesta fan sobbollire vapori.

Sento aria di primavera negl’interstizi fra cellule, un gran repulisti.
E pure i pensieri, da sveglio, si fanno più lucidi, conoscon di più:
si concatenan l’un l’altro ed avanzan d’un passo, fondendosi in altro.
Alla luce artificiale non tanto risalta quanto è colorato il riso alla curcuma,
ma mangi all’aperto e paion più densi e più vari i colori, han più gusto e sostanza le cose.

L’aurora m’arrosa[1] di luce la pelle e calda mi penetra attraverso la carne.
Si distendono i nervi, s’allargan le vene un po’ sempre contratte, riposano i muscoli.
Anche la mente s’allenta, non spreme i pensieri, emergon ben fatti da sé,
come se un dio che dentro ci abita, ci venisse in aiuto, c’intrattenesse,
ci offrisse sprazzi un po’ del suo mondo, in ameni conversari fra noi.

A palpebre chiuse a volte si vede più chiaro, s’accostano immagini che parevan lontane,
la trafila diventa discorso, nell’ordine logico che usa la mente a capire.
In corpore sano: il nostro primo dovere, mi sa che rinsavisce anche il cuore
e non si lascia ingannare dai miraggi che da solo si crea, si contempla e contenta.
Ci son delle incrostazioni sulle pareti del cuore, non è più così elastico,
Ma vedo che adesso comincian a formarsi le crepe, si stanno scrostando;
persino il sangue sembra cambiato: prima depositava, ora discioglie.

Abbiamo un corpo pensante e senziente, una mente con la sua salute e le sue preferenze,
un cuore che capisce e dà ossigeno al fare immediato, che respira da innumeri pori.
Nulla mi aspetta, l’attimo imminente è già arrivato: è adesso che vivo, triunito che sono.

[1] Da arrosare “spruzzare leggermente a guisa di rugiada” (dal lat. ros, roris “rugiada”), cfr. fr. arroser “innaffiare” . Ma più banalmente anche “colorare di rosa”.

Cremignane, 21 gennaio 2015 (07:05)


Ade marino Legati nel sonno


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