Il dono dei fatti

Il dono dei fatti

 

Ogni accadimento è una rivelazione: si realizza quel che non vedevi.
La pura matematica non tien conto di tutto, la logica non tutto predice.
Mille dettagli concreti che le astrazioni devon scartare e quasi pulire.
Il pensiero va in economia, sbozza alla grossa, s’affida agli autocompletamenti.
Non mi resta che stare più attento: le sorprese son tante, né di tutte m’accorgo.

A posteriori hanno i fatti una loro evidenza, e tutto poi quadra con disegno diverso.
A volte si fanno visione in perfetta eidesi, nitida e totale, che par di toccarli,
al punto che ne hai sensazione, come li avessi davvero vissuti,
al punto che non serve oramai che realmente davvero ti accadano.

E non sai più dove vivi e come in concreto si costruiscono i fatti.
Quel che accade par quasi la forma assunta da un dio per dar forma alla vita.
Non un indifferente destino, una mente divina, ma un cuore che ama la vita,
che ci palesa qualcosa di nuovo che non potevamo inventarci e tradurre in concreto.

Subito accorriamo con la nostra cassetta d’attrezzi, simboli e sensi, bisturi e schede,
con la groma che tutto misura, attribuisce un umano valore, e proprietà lo dichiara.
Vorremmo esser fabbri: battiam sull’incudine il ferro caduto dal cielo (1),
artefici della nostra fortuna, avidi, gelosi dei giocattoli che abbiamo inventato.

I fatti son doni per noi, per farci stupire ogni giorno dell’alba,
lieti dei doni gratuiti che non siamo arrivati a sperare, dalle stelle caduti.
Inebetiti da infantile stupore, generosi del meglio che abbiamo (2).
È così amare a nostra volta la vita che abbiamo e ci vive?

Tra il fitto fogliame passerotto trapassa, trova pervio il suo tramite.
Così a volte ci vien l’imbeccata, sappiam sicuri che fare.
Poi vediamo, guardandoci indietro, l’orrido ciglio per cui siam passati.
E se un dio t’ha teso la mano, vedi ben senza fede, quanto questo sia vero.

(1) Sulla scorte dell’etimologia e della credenza che vuole che il ferro contenuto nei sideroliti provenga appunto dalle stelle (sìderos) e sia dono divino.
(2) Espressione formulare ricorrente nell’Odissea: «La riverita dispensiera recò e pose il cibo, | imbandendo molte vivande, generosa di quello che c’era.»

Iseo, 28 maggio (7:50)

 

 

Accade l’insperato Acque


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Il dono dei fatti by Vittorio Volpi
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On line dal 28 maggio 2013

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