La nota di adesso

La nota di adesso

 

Operazioni, controlli, comandi, contatti avvengon da soli,
ho solo il riscontro a cose avvenute, non so nulla del contenuto.
Tutto avviene nel limbo oscuro delle cose automatiche,
come aver fame, imboccar d’improvviso una strada di lato.
Comandi che sembran passivi, che sfuggono a coscienza e ragione,
come se la vita, libera, potesse andar dove vuole, e far quel che crede.

Come uscire alle sette coi prati ancor madidi e freddi per l’ultima pioggia,
ma il sole già inonda i versanti dei monti, l’argentee foglie dei pioppi,
e l’aria pungente fa starnutire perché mi son raffreddato.
Era più comodo starmene a letto e pur sono andato a prendermi il fresco.

Appena son fuor l’abitato che il sole è già raso su prati e filari.
La mia ombra lunga mi fa d’avanguardia dovunque il passo cerchi l’asciutto.
Il vero che vedo mi aiuta a far più veri pensieri – ma son tabula rasa.
Qualcuno, contingente, s’affaccia, richiama attenzione, svanisce risolto.
Odo voci di là della siepe, trapestio sopra una barca pronta ad uscire.
Non vedo nessuno, nessuno mi vede; il vigneto fa un angolo retto
e po s’apre il gran viale, dove sul verde dell’erba atterra il giallo del sole.

Perfetta Natura di cui anch’io sono fatto: la pelle mi riluce di bronzo,
accesa d’una luce che muta mi parla, l’ossigeno punge con linguine di fuoco.
Da pesce che ero, mi spiaggio e vivo d’anfibio: so solo dire gre-gre
e passar la mia vita su un sasso all’asciutto o tuffarmi a nuotare nel vago.
Che rimane dei canti di rane dai fossi – paralipomeni...
Non è men vera la rana, benché il suo canto non venga trascritto.

Mi godo quest’alba, un ennesimo giorno senza quasi memoria.
La rugiada rinfresca il mio andare, del canto colgo solo la nota di adesso.

 

Cremignane, 24 agosto 2014 (7:40)


Azzurro nel cielo Una stretta alla mano


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La nota di adesso by Vittorio Volpi
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On line dal 24 agosto 2014

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