Bronzi di Riace

Bronzi di Riace

 

Una meraviglia constatare che siam fatti per goder della vita.
È il nostro retaggio animale che riemerge, disconnesso il cervello.
Siamo troppo condizionati dal viver civile, ci siam troppo pompati.
E pensiamo che la ragione sia l’unica guida e non ascoltiamo Natura.

Un’autarchia della mente, bizzarra e infantile, capricciosa ed egotica.
Scimmie che van sulla luna, una scienza arrogante e padrona.
Benessere, comodità legittimati da sé; automi programmati.
Non c’è mai una misura, sazietà, soddisfazione, felicità.

La dittatura dell’effimero, delle apparenze, dei fili-guida.
Perché naturalmente una guida ci vuole: duce, pastore, Führer.
Mi fan pena le greggi, le mandre, gli stormi, i branchi, le file, i formicai...
o meglio, gli ovili, gli stazzi, i marchi sui glutei, stabulari, canili e porcili.
È guerra! È dittatura: noi siamo i più forti, noi abbiamo il diritto!
È giusto per tutti così! Abbiamo qualcosa di buono se siam vincitori.

Non è che la Natura abbia grandi anticorpi: lascia fare, mangeremo fino a scoppiare.
Il mondo è malato a causa dell’uomo, di come ci stimiamo di essere,
malato del nostro orgoglio, delle nostre fisime, di primogenitura.
Vogliam dominare: così si evidenzia la nostra identità, la nostra imperfezione.
Ne siamo coscienti, ci lavoriamo: siamo primati, il numero uno.
Siam bulli e mafiosi, predichiam libertà perché ci sentiam sottomessi.

Ci perdoniamo che di quel che facciamo nulla è perfetto e va sempre peggio.
Stiam sulla cresta dell’onda, compresi, compatti, sportivi per quell’attimo eterno.
Ci sappiam nudi-vermi, ma abbiamo panzer-corazze e scudi spaziali.
Abbiam perso la testa e nemmen lo sappiamo, non giungiamo a capirlo.
Drogati di forza, supremazia, bronzi di Riace, belli e sonanti, e ci sentiamo da schifo.

 

Cremignane, 27 aprile 2014 (7:00)

 

Tutto questo gran bene Consone rotta


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