Timoniere distratto

Timoniere distratto

 

Siamo corrente, curiosi corriamo a veder cos’è il mare,
ma è pur bella anche questa corsa ubriaca, in cui siamo travolti – e siam noi.
Più ci stringiamo, più aumenta la corsa e la forza. Svapora la mente,
vaniente si svuota nell’urgenza d’andare. Parlano i fatti, eloquenti.

M’accorgo all’esalo dell’inspiro spontaneo, bandierina con spillo, pin segnaposto,
palina affermativa di un tracciato che da solo si guida, a vista.
Non possiamo che andare, scambiandoci i ruoli: sentiero non c’è.
C’è solo Natura, la nostra natura: il terreno è paesaggio dell’anima.
Dipende da quel che ogni giorno passiamo, secondo fa spola l’umore:
pascolo aprico, festuca, mughi, rododendri, ginepri...
Attenti all’istante, a dove arriviamo col passo, non abbiam che d’andare.

Così siamo insieme, ciascuno polo d’una stessa escursione[1], cursori[2].
Cuciti con un punto a zig-zag: quel che viviamo ci fa da vestito, un medesimo sacco[3].
Ci protestiamo diversi, ci graffiamo rabbiosi, ci denigriamo nemici.
C’è il rischio di perderci uno nell’altro, di farci assorbire, d’annullarci.
Siamo utopia[4], ci cerchiamo i confini, non possiam che d’esser contigui,
a portata di mano o di voce, se serve, in contatto. Ci cresciamo in uno[5] a vicenda.
Non ti scolli da me, vispa scimmietta che scherzi fra spalle e collottola.
Sembri il timoniere distratto della mia vita... È già molto anche solo l’andare.

 

[1] Nei significati di “intervallo da un punto all'altro” e di “gita, camminata in montagna”.
[2] Ne significato di “messo notificatore”.
[3] Quasi saio.
[4] “Non-luogo, indeterminati, non cartografabili”.
[5] “Insieme, in comune, come una sola persona”.

Cremignane, 10 ottobre 2014 (6:55)


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Timoniere distratti by Vittorio Volpi
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